Diamo forza al Circolo della Pulce
la Consigliera Gaia Mainieri voce in Consiglio Comunale per il Circolo della Pulce
Il 23 aprile scorso si è svolta l’Assemblea annuale del Circolo della Pulce, nel corso della quale gli iscritti presenti hanno ribadito con determinazione la volontà che il Circolo continui a essere occhi vigili e voce — alta, quando necessario — a difesa del nostro patrimonio culturale, artistico, storico e ambientale. Una posizione che, a giudizio unanime, si rende oggi ancora più urgente alla luce dei recenti cantieri, che troppo spesso hanno ignorato la voce dei cittadini.
Mai come quest’anno, dalla nascita del Circolo, abbiamo registrato un numero così significativo di contatti e di nuove adesioni: cittadini che, dopo aver a lungo accettato passivamente le decisioni del “palazzo”, oggi ci chiedono di intervenire, esprimendo una crescente preoccupazione per un’Amministrazione percepita come distante e poco incline all’ascolto, e che, nei suoi interventi, genera malcontento, quando non veri e propri danni irreversibili.
A conclusione dell’Ordine del Giorno, l’Assemblea ha ospitato la consigliera di opposizione Gaia Mainieri, che ringraziamo. Nel confronto è emersa una chiara convergenza su molti temi e, in modo altrettanto diretto, la disponibilità della consigliera a portare in Consiglio Comunale le istanze del Circolo, facendosi nostra voce nelle sedi istituzionali. Una proposta accolta con convinzione da tutti i presenti.
È con profonda amarezza che l’Assemblea è giunta a una conclusione netta: questa rappresenta, per rapporto con i cittadini, una delle peggiori Amministrazioni che Rapallo abbia conosciuto negli ultimi cinquant’anni.
Il caso della “fontana del Polpo”, la ristrutturazione della soletta del San Francesco con la vicenda delle 28 conchiglie in bronzo dello scultore Italo Primi — non utilizzate (o scomparse?) — che tiene banco in questi giorni, rappresentano soltanto la punta di un iceberg di dissenso. È bene ricordare che tutto ciò che è stato speso per l’arredo urbano proviene dalle casse del bilancio comunale: sono, dunque, soldi di tutti noi.
Ci preme inoltre sottolineare, ai soliti “benaltristi” filogovernativi che tentano di sminuire le proteste cittadine riducendo il tutto a un semplice spostamento di pochi metri della fontana o al mugugno di “quattro anziani nostalgici”, che la questione è ben diversa. Qui si parla di storia, di cultura, di identità. E, fatto ancora più grave, di punti programmatici disattesi, di dichiarazioni evasive e incomplete per tacitare il dissenso, di mancanza di risposte precise a domande precise. Quando si parla di patrimonio pubblico, si parla di un bene che appartiene a tutti, non solo abbiamo il diritto di esprimere un’opinione, ma sentiamo il dovere di farlo.
Siamo ben consapevoli anche noi che a Rapallo esistono molte altre criticità — e di queste ci siamo occupati e continueremo a occuparci — ma per noi cultura, storia, arte e paesaggio non valgono meno dei problemi legati ai rifiuti o al degrado delle strade ecc. Eppure, la Rapallo di chi amministrata sembra raccontare e non da oggi, altro: un Museo del Merletto chiuso, una Mulattiera vincolata come bene culturale in dissesto, il Museo Gaffoglio da anni nel degrado, un Parco sfregiato, il cimitero monumentale di San Michele di Pagana che cade a pezzi, il silenzio sullo sfregio alle valli interessate dal tunnel della Fontanabuona, interventi discutibili su spiagge e costa tutelata, e una generale mancanza di valorizzazione del nostro straordinario patrimonio architettonico e culturale.
Di fronte a tutto questo, la domanda è inevitabile: si tratta di ignoranza della storia, di disinteresse, o semplicemente della scelta di privilegiare ciò che porta consenso immediato?
Rapallo, si sa, è stata troppo spesso utilizzata da certa politica come trampolino verso altri traguardi, regionali o nazionali, per cui gli interventi in città non sempre son stati guidati dall’amore per la collettività, ma piuttosto da logiche di consenso. Ben venga la carriera politica, ma non a spese della nostra città, cancellando il passato e pauperando il patrimonio che lasceremo ai nostri figli.
Perché se è vero che la Sindaca, dopo la sfiducia e la caduta sfiorata, ha ritrovato il consenso con giravolte difficili da comprendere e ancor più da condividere, con una semplice alzata di mano in Consiglio, è altrettanto vero che i cittadini per fidarsi ancora non si accontentano di questo, chiedono fatti, rispetto e un cambio di atteggiamento che, ad oggi, non si è visto.
E questo — alle prossime elezioni — peserà.
Peserà, e verrà ricordato.
(Il Direttivo e l Assemblea del
Circolo della Pulce)


si è “sputato in faccia” alla memoria e alla Storia

La cancellazione dei simboli storici, culturali e delle tradizioni sembra ormai un’ombra nera che entra senza bussare e cancella tutto in nome di un progresso “funzionale” che progresso non è.
Eppure, in quest’area oggi così ingrigita e modificata batte uno dei cuori più antichi di Rapallo. Vale la pena ricordarlo, per chi non lo sa o non lo ricorda più.
– Dal lato dell’attuale Hotel Europa, già dal XIII secolo sorgeva l’Ospedale degli Infermi di San Cristoforo, documenti del Cinquecento ne attestano l’attività e poi nel Seicento, strettamente legato al Convento di San Francesco, fulcro culturale e spirituale della città, di cui restano ancora tracce murarie.
Sulla facciata dell’edificio, targhe marmoree tuttora presenti ricordano la storia del luogo, tra cui il passaggio di Giuseppe Mazzini, qui rifugiatosi nell’agosto del 1870.
– Di fronte si apre Piazza Garibaldi, ingresso orientale dello splendido Centro Storico, dove i portici medievali sono vere pagine di pietra che raccontano secoli di vita quotidiana, commercio e relazioni.
– In mezzo scorreva il torrente San Francesco, luogo di lavoro delle lavandaie, spazio di fatica, comunità e memoria condivisa.
Qui non solo è stato cancellato il significato della Fontana del Polpo e il suo valore simbolico, di cui ho già parlato, ma si è “sputato in faccia” alla memoria dell’intera area e dei suoi antichi palazzi.
Oggi si è posizionato lo scarico merci davanti a Piazza Garibaldi coi furgoni che coprono lo scorcio del centro storico; al posto della fontana, una rotatoria che parla solo di traffico, come tante se ne vedono agli svincoli delle grandi città e dove non bastano una ventina di ciclamini a trasformarla in un’opera di architettura, né la scelta di arredi urbani, estranei alla storia del luogo.
Quando si commissiona un progetto a un architetto, il committente ha il dovere di informarlo sulla storia e sulla valenza del luogo su cui si interviene e il progetto, soprattutto quando è pubblico, deve rispettare funzione, forma, memoria e tradizione. Migliorare sì, modernizzare anche, ma con rispetto.
Tradizione significa consegnare e trasmettere identità (tradere). Ma da tradere nasce anche un’altra parola: tradimento.
E qui, il tradimento della storia purtroppo si legge tutto:
– uno scarico merci davanti ai portici medievali
– e una rotatoria che parla solo di traffico, mentre persino i lampioni, con la loro inclinazione, sembrano perplessi di essere lì.
Nadia Amalia Molinaris
e il Direttivo del Circolo della Pulce
il MANIFESTO e il nostro grazie
In merito al manifesto “Rapallo: ridiamo dignità alla bellezza” comparso sui quotidiani e affisso in città, ognuno ha la propria opinione che rispetto, ma ci sono realtà che sono oggettive. Personalmente e come cittadina tra i 1060 firmatari dell’anno scorso, non posso che essere felice e ringraziare gli “eccellenti nomi” che con questo manifesto dimostrano quanto il simbolo della fontana del Polpo abbia girato il mondo e sia stato ambasciatore storico della nostra città. Soprattutto, questo appello di “illustri” firmatari rincuora e rafforza il credo di tutte quelle persone, soprattutto anziani, che hanno fatto la coda l’anno scorso per firmare a favore del “loro Polpo”
Il diniego da parte dell’amministrazione di riportare la Fontana alla sua centralità storica ci ha amareggiato doppiamente perché
– innanzitutto é stata tradita una promessa scritta nel programma
– Secondariamente perché, ed é sotto gli occhi di tutti coloro che hanno seguito i Consigli Comunali, la Fontana del Polpo é stata usata per un braccio di ferro solamemte politico tra le due “correnti” interne alla maggioranza, per dimostrare chi fosse più forte.
– Mi auguro che di fronte ai promotori di questo ulteriore appello qualcuno si ponga delle domande. Certo é che questa amministrazione sarà ricordata per non aver ascoltato i cittadini, per aver tradito le promesse e per opere che, se pur utili, sono”discutibili” sul come siano state realizzate e abbiano snaturalizzato la bellezza dei luoghi.
Anch’io perciò a gran voce dico “Fermiamoci!”
Il Manifesto “Rapallo: ridiamo dignità alla bellezza”
Noi, donne e uomini di scienza, cultura, letteratura, arte ed imprenditoria, ci uniamo alla voce dei tanti cittadini che già si sono espressi e sottoscriviamo questo appello perché il caso della Fontana del Polpo dello scultore Italo Primi a Rapallo, è uno di quei casi ove opere d’arte e luoghi storici identitari vengono cancellati o sviliti in nome dei “tempi che cambiano”.
Il sacrificio di questa fontana con un progetto che non la rispetta é il segno di una deriva ben più profonda: si é smarrito il senso del bello, dell’arte, della storia e dei luoghi, un tempo tutelati e preservati, che hanno fatto grande il nostro Paese.
Anche la scelta di arredi urbani incapaci di dialogare con la nostra identità non è solo discutibile: è uno strappo alla memoria e alla dignità della Città. Non possiamo abituarci a questo, né rassegnarci. Fermiamoci!
La fontana del Polpo non é un dettaglio di arredo é simbolo identitario, memoria viva , immagine che ha raccontato Rapallo al mondo.
Chiediamo con forza quindi, che torni al suo storico posto come da programma (o in alternativa antistante piazza Garibaldi) affinchè continui ad essere ciò che é sempre stata: cuore, simbolo, orgoglio di Rapallo. Perché una città che rinnega i suoi simboli rinnega se stessa.
Promotori delManifesto: ANDREA BACIGALUPO Prof. Ematologia Università Cattolica Roma
CHARLOTTE BALFOUR Business Communication Consultant – Grasse (F)
PATRIZIA MAGLIANO Restauratrice – MARTINA BACIGALUPO Foto Editor Le Monde Parigi
PIERO DE ANNA Ing. Mandatario Ufficio Europeo Brevetti Monaco di Baviera (D)
DINO BETTI VAN der NOT Compositore Musicista Rapallo
GIORGIO FICARA Prof. Emerito Letteratura Italiana Università Torino
DEBORAH GISMONDI già Prima Ballerina Teatro La Scala Milano
HARALDNIEUWLAND Imprenditore Villars sur Ollon (CH)
VITTORIO MALACALZA Imprenditore Genova ANDREA PELLEGRINI Dirigente Reg. Lombardia
TOMASO BACIGALUPO Product Manager -Asolo
ALEX RICHARDSON giornalista Londra (UK) – LORENZA WYDER Ricercatrice Zurigo (CH)
TOM RICHARDSON Ambasciatore Inglese in Italia 1996-2000 Londra (UK)
MICHELE SCANDROGLIO Imprenditore BEATRICE SCHIAFFINO Attrice
EDWARD SONNINO Financial Advisor New York (USA) PIERO MARRAZZO Giornalista Rai Roma

Fontana del Polpo. Dove?
Fontana del Polpo
Consiglio Comunale dell’11 settembre p.v.. Siamo già al terzo tentativo di affrontare, come punto all’Ordine del Giorno, la richiesta dell’Opposizione di chiarimenti sull’arredo urbano della piastra del San Francesco e sulla conclusione dei lavori, con la “celebre Fontana del Polpo” che sembra voler creare l’illusione, nei cittadini, di spostarsi di volta in volta da un punto all’altro della piazza in cerca di una collocazione definitiva.
I primi due Consigli sono andati deserti e viene spontaneo chiedersi se non sia già questa, di per sé, una curiosa forma di “arredo urbano consiliare”: banchi vuoti, risposte assenti. Ma noi c’eravamo.
Come Circolo e come cittadini firmatari di una petizione spontanea, già dal 16 aprile 2024 avevamo avanzato, senza polemica ma con spirito collaborativo e con motivazioni ben precise, una proposta di collocazione alternativa al progetto che l’Amministrazione porta avanti con ostinazione, nonostante sembri convincere pochi, persino all’interno della stessa Maggioranza. Ora è addirittura il nuovo Assessore Fabio Mustorgi che, con tanto di rendering, annuncia: “il polpo può tornare dove è sempre stato”, fattibilità concreta o un’altra illusione come la promessa nel programma elettorale?
Siamo consapevoli che la Fontana del Polpo non rappresenti la priorità assoluta, ma una delle tante questioni oggi aperte.
Tuttavia, ci sentiamo nuovamente in dovere di esprimere la nostra opinione. All’epoca, anche noi si era chiesto il ritorno della scultura di Italo Primi nella rotonda. A seguito del diniego per le motivazioni di sicurezza espresse dal Comandante della Polizia Municipale, secondo le quali non si poteva collocare la fontana nella rotonda, studiammo – con misure e progetti alla mano – quella che era la seconda ipotesi, che resta per noi l’alternativa più idonea e rappresentativa: lo spazio antistante l’ingresso del nostro centro storico.
Le ragioni erano e sono chiare:
- Tornerebbe ad essere centro e punto di incontro della vita cittadina, nonché protagonista delle fotografie con il castello sullo sfondo che hanno portato Rapallo nel mondo negli ultimi 70 anni, e non una semplice appendice.
- Valorizzerebbe la porta est del nostro centro storico.
- Diventerebbe un vero trait d’union tra l’antico borgo e la nuova copertura del San Francesco
- Non avrebbe rallentato l’inizio dei lavori sul resto della piazza, programmati in 12 “micro lotti”: il tempo trascorso – oltre un anno – dimostra che i rallentamenti sono stati ben altri
- Non interesserebbe l’area con i pozzetti di ispezione dei sottoservizi, come ci era stato obiettato.
- Consentirebbe comunque il passaggio di eventuali mezzi di soccorso.
- Infine, permetterebbe di ridisegnare le due aiuole esistenti, restituendo nuovo verde e offrendo un biglietto da visita più degno di una città turistica.
Per chiarezza, alleghiamo la planimetria del progetto comunale, in cui abbiamo inserito la fontana non tanto nella forma – puramente indicativa – ma nelle misure, per dimostrare che lo spazio necessario esiste.
Temiamo purtroppo che anche questo Consiglio Comunale non cambierà l’atteggiamento dell’Amministrazione, decisa a procedere in linea retta. Nella rotonda, i lavori sono proseguiti con scavi e posa di cavi e tubi: per ospitare la fontana o per installare i tre lampioni previsti dal progetto? Sarebbe bastato un comunicato.
Il nostro resta però un ultimo, accorato appello.
In particolare a quei componenti della Maggioranza ai quali non piace l’idea delle tre vasche sul marciapiede davanti al castello.
Se non si può realizzare nella rotonda, chiediamo che venga presa nuovamente in considerazione la nostra proposta: una Fontana del Polpo ridisegnata, moderna sì, ma capace di richiamare per materiali e forme quella storica. Un elemento che sappia mitigare la freddezza della nuova copertura del San Francesco, che oggi, sotto gli occhi di tutti, appare per le sue linee, i dislivelli e i materiali scelti poco armonizzata con la storicità e lo splendore dei palazzi che la incorniciano.
P.S.
Nel caso restassimo inascoltati vorrà dire che concorreremo almeno per vincere il peluche messo in palio dall’Assessore Fabio Mustorgi in questo nuovo “modo di fare politica”.



“IL POLPO” illusioni e speranze.
COSA RESTERA’ ?! Perchè se è vero che col voto si legittima una maggioranza a governare, non significa regalare ad essa le chiavi di ciò che appartiene a tutti noi.
LA FONTANA DEL POLPO:
Si è svolto ieri sera in Comune, presenti gli Assessori e gran parte della Maggioranza l’ incontro con il Sindaco Elisabetta Ricci, il progettista architetto Matteo Rocca in video conferenza e l’architetto Lucia Maggi col geom. Marco Grosso dell’ Ufficio Tecnico.
Ringraziando tutti per questo invito, dobbiamo purtroppo constatare che il reale obiettivo dell’incontro non era valutare ipotesi alternative o varianti, bensì convincerci e sostenere le ragioni per cui il progetto verrà realizzato così come concepito. Punto e basta. Ne è ulteriore dimostrazione il fatto che se ne sia discusso solo ora, a pochi giorni dall’inizio dei lavori, e che gli stessi progettisti non abbiano mai ricevuto in questi mesi alcuna richiesta formale di variante se non dei pourparler .
Abbiamo illustrato le motivazioni storiche culturali (riportate in calce) che hanno dato origine alla spontanea petizione popolare rimarcando che valutare alternative era ed è un punto del programma. Il nostro socio Stefano Boidi (architetto e urbanista) ha quindi ampiamente argomentato la fattibilità ambientale, urbana ed architettonica della nostra proposta alternativa.
Come ben sottolineato da Mentore Campodonico, che a dire il vero ci è parso l’unico ieri sera ad avere quella volontà di valutare varianti, si è trattato di un incontro tardivo in cui la palla passa in mano alla politica e dove ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità.
Ciò che ci fa specie è che alcuni tra i presenti pur avendo approvato tale progetto, hanno asserito di avere già in allora espresso perplessità sulla soluzione della fontana. Perplessità a quanto pare inascoltate che però nessuno ha avuto l’ardire di difendere, facendo prevalere dinamiche politiche alla salvaguardia storico culturale e al rispetto della voce di molti cittadini.
Lo stesso architetto Matteo Rocca a precisa domanda ha affermato che con alcune modifiche la fontana avrebbe potuto essere collocata nello spazio antistante piazza Garibaldi, lasciando anche il passaggio per i mezzi di soccorso, ma che lo spazio disegnato è destinato alla sosta di chi deve recarsi alle attività adiacenti. Tutto possibile? Forse, ma una cosa è certa: non vi è alcuna volontà ad oggi di apportare modifiche.
La promessa a programma resterà mera propaganda elettorale diventando purtroppo una macchia sul mandato dell’attuale Sindaco, come resterà per sempre legata al Sindaco Carlo Bagnasco la deturpazione della zona di Via Milite Ignoto per non aver valutato altre soluzioni nel realizzare la nuova soletta del S. Francesco che, così concepita, ha mortificato gli storici palazzi e la fontana , retaggio di un’identità che va via via scomparendo.
Vista la resistenza espressa verso ogni modifica, paventando persino il pericolo di denunce e ricorsi al TAR,
per difendere sino in fondo anche le ragioni dei 1064 firmatari la petizione, siamo riusciti a strappare almeno una piccola promessa, sperando che stavolta sia mantenuta, quella di rivedere il disegno della futura vasca utilizzando anche le 28 conchiglie in bronzo e diversi materiali che richiamino il più possibile, seppur in chiave moderna, ciò che per 70 anni ha rappresentato la Fontana del Polpo, sia per noi, che per chi nel mondo l’ha ammirata in cartolina
Vogliamo in ogni caso sperare che l’eco della nostra battaglia per il “Polpo” possa quantomeno servire a valutare al meglio ogni possibile soluzione quando in futuro si approveranno nuovi progetti per la città, perché se è vero che col voto si legittima una maggioranza a governare, non significa regalare ad essa le chiavi di ciò che appartiene a tutti noi.
LE NOSTRE OSSERVAZIONI
La Fontana cosi come realizzata nel progetto e nel luogo in cui è stata posizionata, a ridosso del Castello, a nostro avviso non tiene conto
- di ciò che la fontana del “ Polpo” nella sua totalità abbia sempre rappresentato dal 1954 ad oggi da un punto di vista storico, punto di riferimento identitario, immagine di un simbolo cittadino che ha fatto il giro del mondo
- che il suo valore artistico non si limitava alla sola scultura del polpo realizzata da Italo Primi, ma nel suo insieme con le ca. 28 conchiglie in bronzo che fungevano da ugelli, ove anche gli zampilli d’acqua così concepiti, si armonizzavano ed erano un tutt’uno con la forma del polpo collocato al centro
- la nuova realizzazione declassa quella che era un’opera d’arte,
- la scultura assume il ruolo di una semplice decorazione in una delle tre vasche progettate,
- Relega la fontana a ruolo secondario e subalterno al Castello che é già oggetto di per sé di mete turistiche,
- riduce di molto lo spazio pedonale così ampliato che invece sarebbe idoneo ad accogliere i tanti turisti che qui fanno sosta.
Per non tradire il suo ruolo storico la Fontana deve riassumere la sua centralità di simbolo cittadino, per questo i firmatari della petizione sin da subito hanno proposto due collocazioni, una al centro della nuova rotonda, subito scartata, l’altra nell’ampio spazio creatosi davanti a Piazza Garibaldi.
Qui, la Fontana del Polpo,
- che dovrebbe ricordare per forma e materiali quella storica, riutilizzando anche le conchiglie di bronzo, riprenderebbe la sua importanza,
- Tornerebbe ad essere centro e punto di incontro della vita cittadina e soggetto protagonista delle foto col castello di sfondo, che hanno portato Rapallo nel mondo in questi 70 anni e non una semplice appendice,
- Valorizzerebbe quella che di fatto é la porta est del nostro centro storico,
- diventerebbe anche il trait d’union tra l’antico borgo e la modernità di linee essenziali di quella che sarà la nuova copertura del S.Francesco,
- Non rallenterebbe l’inizio dei lavori in quanto questi son già stati programmati in 12 “micro lotti”
- e non interesserebbe l’area dove sono presenti i pozzetti d’ispezione dei sottoservizi;
- Resterebbe lo spazio per il passaggio di eventuali mezzi di soccorso
- e non da ultimo ingloberebbe le due aiuole esistenti, ridisegnando quell’area anche col verde già esistente, degno biglietto da visita di una Città Turistica.
Si sta perdendo il SENSO del BELLO
Leggere che anche “il muro dell’Agorà non sarà così brutto” ci conferma che si sta perdendo il senso del bello e che ci si abitua a tutto.
Leggere che anche “il muro dell’Agorà non sarà così brutto” ci conferma che si sta perdendo il senso del bello e che ci si abitua a tutto.
Noi restiamo convinti dell’idea che mettere il Polpo davanti al Castello gli fa perdere la sua importanza Storica di simbolo identitario diventando una semplice decorazione, appendice del Castello. Inoltre si va a restringere di molto la parte pedonale in un punto dove tanti turisti si fermano. Una cosa é certa, da questo articolo la Sindaca sino ad ora non ha fatto nulla per valutare una eventuale nuova ipotesi, in barba alla sua promessa del programma!
Nadia Amalia Molinaris)

la FONTANA del POLPO e le FIRME RACCOLTE
LA FONTANA DEL POLPO e le FIRME RACCOLTE
Poiché riceviamo e leggiamo parecchi messaggi, di preoccupazione, per il posizionamento della Fontana del Polpo, facciamo un po’ di CHIAREZZA sulla raccolta di firme che avevamo promosso.
Prima delle Elezioni, come ne ha dato risalto più volte la stampa, abbiamo raccolto, come Circolo della Pulce ben 900 firme, affinché la FONTANA TORNASSE nel suo luogo storico e questo, perché era stato pubblicato dalla passata Amministrazione il progetto della nuova riqualificazione della copertura del S. Francesco, dove il Polpo a nostro avviso veniva svilito e snaturalizzato.
Il fine era di sensibilizzare i candidati a Sindaco a modificare tale progetto per valorizzare come merita, la nostra Fontana.
Entrambi i candidati arrivati al ballottaggio, sia Armando Ezio Capurro che Elisabetta Ricci ci CONFERMARONO che in caso di vittoria, sarebbe stato modificato.
La candidata Elisabetta Ricci, che oggi é SINDACO di Rapallo, lo inserí persino nel suo programma elettorale, mettendo quindi nero su bianco la sua adesione.
Abbiamo atteso l’insediamento della nuova Amministrazione ed ora, col fine di ufficializzare il tutto, come scritto nella petizione, consegneremo anche le firme raccolte, impegnandoci come promesso a seguire l’iter di modifica del vecchio progetto per avere ulteriore certezza di quanto enunciato.
A precisa nostra domanda, Elisabetta Ricci, nella sua veste di Sindaco ci ha informato che nonostante ci siano tante altre problematiche da affrontare, ha già richiesto un APPUNTAMENTO COI PROGETTISTI per valutare dove posizionare la fontana affinché sia il più simile possibile alla sua collocazione storica.
Com’é caratteristica del nostro Circolo ogni battaglia che promuoviamo la portiamo anche a conclusione e sempre in modo propositivo, per solo amore verso la nostra Città, senza altro fine.
Continueremo quindi a seguire ogni passaggio, fino al positivo risultato anche perché, non abbiamo mai mollato una battaglia a metà e in questo preciso caso rappresentiamo la volontà popolare non solo di residenti, ma anche di tanti proprietari di seconde case che hanno voluto firmare la petizione.
In allegato le due ipotesi suggerite dai firmatari.
Un grazie ancora a tutti coloro che hanno firmato e ai politici che hanno aderito.
Personalmente, quale Pulce, non dubito affatto che il nuovo Sindaco manterrà la promessa, ma come sempre, se sarà il caso, sono pronta anche a incatenarmi purché un pezzo della nostra storia non vada distrutto.
il Direttivo del Circolo della Pulce
Osservazioni personali:
– la collocazione di progetto limita pesantemente il flusso pedonale e la fruibilità delle sedute della fontana e l’eventuale stazionamento nei suoi dintorni, luogo già molto frequentato dai numerosi turisti che si scattano la foto ricordo col nostro Castello
-L’IPOTESI 1 ricorderebbe senz’altro molto di più la storica fontana senza però migliorare la godibilità della stessa
– Di seguito riporto il parere inviatoci, che condivido in pieno, di un Fotografo, Stefano Boidi :
– Da praticante della fotografia ritengo che con la collocazione progettata (3 vasche quadre sul marciapiede di fronte al castello) per avere la fontana in primo piano di una foto del Castello (come si ottenevano in passato), il fotografo dovrebbe mettersi sulla strada, sperando comunque di trovare in piena estate un momento fortuito in cui lì intorno non ci sia una folla di turisti che ci si fotografano tutt’intorno.
- Da esperto della progettazione urbana invece ritengo che la soluzione di mia preferenza è l’ IPOTESI 2, in quanto la fontana alloggerebbe, da quello che si vede nel rendering, in uno spazio piuttosto “vivo” che si trova alla conclusione del percorso pedonale per eccellenza, quella del nostro centro più antico, dove la fontana assumerebbe anche la funzione di ‘chiusura” di tal percorso storico e quindi anche il punto di riferimento oltre che il tres d’union con lo spazio circostante che come progettato è comunque un “non spazio” in quanto per-lo-più tracciato viario/parcheggio .
vedi anche ns. Relazione inviata alla Soprintendenza https://circolodellapulce.it/pulce/il-polpo-alla-soprintendenza-archeologica-belle-arti-e-paesaggio.html
Il Polpo alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio
Alla cortese Attenzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio,
e ai Funzionari di competenza
Rapallo: la fontana del Polpo di Italo Primi – Tutela e salvaguardia opera artistica
Premesso che in occasione del rifacimento della soletta sovrastante il fiume S.Francesco, il Comune di Rapallo ha smantellato la fontana del Polpo, opera di Italo Primi, rassicurando che sarebbe “tornata” come prima e meglio di prima a fine lavori, vorremmo precisare che tale fontana non era un’opera ammirata solo per la scultura in bronzo che rappresentava un polpo, ma per il suo insieme che ha sempre rappresentato un simbolo identitario della città. Oltre al Polpo vi erano 20 conchiglie, realizzate sempre in bronzo, che fungevano da ugelli per gli zampilli d’acqua e che arricchivano la vasca nel suo insieme, attorniata da un marciapiede realizzato a risseu raffigurante dei delfini, ove era anche stata posta targa in memoria del Rapallese Giovanni Pittau, deceduto proprio in questo punto la sera del 23 aprile 1945, in uno scontro con le truppe nazifasciste, come potrete visionare dalle immagini che si allegano.
Tale opera ideata dallo scultore Italo Primi e collocata nel 1954, dopo la realizzazione nel 1949 della “nuova piazza”, divenne così importante ed amata da far dimenticare persino il toponimo della piazza (G.B.Pastene) che tutti ancor oggi indicano come Piazza del Polpo. Persino le cartoline, già dell’epoca riportano questo nome.
In questi 7 anni di cantiere, l’Amministrazione Comunale ha sempre rassicurato i cittadini che chiedevano notizie sulla fontana, che la scultura era in restauro per poi essere ricollocata con la fontana.
Ora l’ Amministrazione, ultimato il rifacimento del la soletta, ha indetto la gara d’appalto con un progetto di arredo urbano che per quanto riguarda il tema, prevede il solo riutilizzo della scultura del polpo di Italo Primi, in altro luogo rispetto all’originale collocazione e di forma che ne svilisce l’opera, snaturalizzandola.
Abbiamo sentito quindi l’urgenza di intervenire e a tal fine ci siamo adoperati a raccogliere firme per presentare una petizione che induca l’Amministrazione, e più precisamente il nuovo Sindaco, viste le imminenti elezioni, a modificare la realizzazione della Fontana. L’idea di raccogliere le firme é nata dopo le rimostranze di decine e decine di residenti e non, proprietari di seconde case e turisti abituali di Rapallo, che ci hanno telefonato, scritto o fermato per strada, “scandalizzati” dall’ipotesi di collocazione del Polpo nel nuovo progetto scelto ed approvato dal Comune – È convinzione di molti, e non solo nostra, che la Fontana del Polpo, sia stata e debba continuare ad essere, non solo un pezzo di storia, arte e cultura della nostra Città da preservare come era in origine, ma un vero e proprio elemento identitario di Rapallo che non puó scomparire.Nella giornata di domenica 21 scorso abbiamo raggiunto 700 firme di adesione, (verificabili perché a nostre mani) ma non fatichiamo a pensare che se continuassimo, le adesioni sarebbero davvero tante.
Ora chiediamo anche un Vostro competente intervento, e lo chiediamo davvero preoccupati, pronti a raccogliere e fornirvi se necessario ulteriore documentazione storica, affinché possiate verificare e suggerire ciò che é piú idoneo eseguire per salvare l’identità artistica di un’opera così importante per la Città e la cittadinanza. Inoltre se tale fontana non fosse ancora vincolata ci proponiamo per presentarne istanza.
Alleghiamo immagini della Fontana , il progetto che il Comune vuole realizzare e due ipotesi di collocazione suggerite dalla nostra Associazione e dai firmatari.
Ringraziando in anticipo e fiduciosi del Vostro aiuto
La Presidente Ilaria Pastorino e il Direttivo dell’ Associazione culturale Circolo della Pulce
il “NOSTRO” POLPO!
IL “NOSTRO” POLPO
Unico aspetto positivo, nella brutta esecuzione di un’opera indispensabile, era aver creato un allargamento della passeggiata pedonale di fronte al Castello, invece, ci piazziamo due vasche quadrate col nostro Polpo buttato lì… Lasciando inoltre solo uno stretto passaggio per i pedoni. Pochi giorni or sono é stata indetta la gara d’appalto per la riqualificazione della copertura del S. Francesco con un progetto che alla gran parte dei cittadini NON PIACE per come é stato posizionato il nostro Polpo. Un’opera d’arte di Italo Primi, col suo bel risseu e simbolo della Città. Le manifestazioni di dissenso son state tante, MA BELLAMENTE IGNORATE da un’Amministrazione uscente che con questa “gara” NON LASCIA NEPPURE LA POSSIBILITÀ al futuro sindaco di apportare MODIFICHE MIGLIORATIVE. Ora chiediamo a gran voce che non ci sia imposto dall’alto anche questo progetto, MA appellandoci ai CANDIDATI SINDACO, che sia rivisto il posizionamento di un simbolo storico caro a tutti i cittadini ed anche ai “foresti”. A questa Amministrazione diciamo: BASTA, lasciate almeno alla prossima, la possibilità di mitigare l’aspetto di un’opera che abbiamo dovuto subire nella sua lentezza per anni.
Certo ci sono problemi più seri, ma questo é il più urgente, vista la gara appena indetta.
Dopo Pasqua, all’Assemblea del Circolo della Pulce, sarà indetta una RACCOLTA DI FIRME. Perché i cittadini devono poter esprimere la propria opinione ed essere ascoltati anziché snobbati e spesso ridicolizzati dietro la frase “abbiamo fior fior di ingegneri e architetti“. Noi é vero non siamo architetti, ma la matita la useremo presto.
Il Presidente e il Direttivo Circolo della Pulce
Con l’occasione porgiamo a tutti i Cittadini e Ospiti di Rapallo, ai candidati Sindaco, ai nostri iscritti, ai simpatizzanti e agli organi di stampa che ci supportano, i nostri mgliori auguri per una Pasqua di vera Resurrezione dentro la vita di ciascuno.
Rapallo, 27.04.24

2013 – 2023 il Vincolo Mulattiera di Montallegro compie 10 anni
2013 -2023 Il Vincolo Ministeriale della nostra Mulattiera per Montallegro compie 10 anni.
Mai come quest’anno quindi in cui anche l’Amministrazione di Rapallo ha dimostrato una maggior sensibilità verso la sentieristica istituendo il “ Festival dei Sentieri” ci è sembrato opportuno fare un accurato sopralluogo e relazionare quanto riscontrato sia al Comune che agli Enti coinvolti.
Purtroppo i tempi da quel lontano 1583 in cui in una comunicazione del Podestà Rapallese Andrea de Ambrogio si legge « … che per il prima di agosto dessero principio e conducessero a termine la Strada della Madonna, che viene frequentata da mulatieri e dai viandanti in modo che sia larga almeno undici palmi (palmo ca. 26/36 cm) onde vi possano comodamente passare gli uomini, i viandanti e i mulatieri con e senza bestie… ››, sono davvero cambiati e in questi 10 anni i danni che abbiamo riscontrato son ben maggiori di quelli causati dall’uso in tutti i secoli precedenti. I danni sono davvero troppi e lungo tutto il percorso, è quindi nostra opinione che non siano più sufficienti gli sporadici interventi di pulizia per i quali ringraziamo, ma sia necessario verificare tutto il percorso e predisporre un progetto mirato alla conservazione della Mulattiera nella sua totalità e con gli Enti preposti. Un progetto che sia atto anche al reperimento dei fondi necessari magari attraverso una particolare attenzione ai bandi a fondo perduto Europei, di Fondazioni e/o Enti.
Segue relazione protocollata:
Alla C.A. Sindaco Carlo Bagnasco Comune di Rapallo,
Al Presidente del Consiglio Comunale,
Agli Assessori,
ai Consiglieri e agli Uffici di Competenza
e P.C. Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
PEC sabap-met-.gov.it
Via Balbi, 10 – 16126 Genova
Segretariato regionale del Ministero della cultura per la Liguria
PEC: sr-.gov.it
Carabinieri – Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale – Genova
E-Mail:
Carabinieri Nucleo Forestale di Rapallo
.it
Dipartimento Ambientale difesasuolo..liguria.it
La storica mulattiera di Montallegro rischia di scomparire per sempre. Urgono provvedimenti immediati di interdizione extrapedonale e una manutenzione straordinaria del seicentesco percorso rapallese, la cui conservazione è minata dall’azione dei cinghiali e dal passaggio di cicli e motocicli. Riconosciuto, proprio grazie a nostra istanza, in data 12.12 2013 come patrimonio di interesse culturale dal MiBACT che decretò “ il bene denominato Salita al Santuario di Montallegro è dichiarato di interesse culturale ai sensi dell’Art. 10 comma 1 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel decreto in quanto la salita, risalente nella sua configurazione attuale al secolo XVII costituisce un notevole esempio di percorso storico, realizzato secondo le tecniche della tradizione costruttiva locale, nonché importante testimonianza della storia civile e religiosa della città di Rapallo”…. inoltre ritenendo “ che la strada pedonale in oggetto ricalchi una viabilità medievale”… lo qualifica a rischio archeologico elevato richiamando le norme di tutela del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 Codice dei Beni Culturali in particolare gli Artt. 28, 90, 91;“
Purtroppo in questi anni tolti gli interventi e il monitoraggio del CAI che ringraziamo, poco o nulla é stato fatto per verificare e conservare intatto questo percorso storico definito esempio di antiche tecniche costruttive locali. Oggi, a causa soprattutto del passaggio di cinghiali, molti tratti hanno pietre smosse o divelte, (immagini allegate) danni accentuati dal passaggio di biciclette che, incuranti dell’ area pedonale divelgono col loro passaggio i sassi già smossi dagli ungulati. É nostra opinione che non è più sufficiente la sporadica rimozione di verde ingombrante affidata dal Comune ai Comitati, ma occorre un urgente intervento lungo tutto il percorso soprattutto nel tratto che dalla chiesetta di San Bartolomeo arriva a Montallegro, ( il selciato del primo tratto è già irrimediabilmente compromesso da tempo e sostituito con dell’asfalto), col fine di ripristinare le parti divelte e bloccare una distruzione “a valanga”. Se non si interviene con urgenza, tra un paio d’ anni resterà ben poco di quel lavoro eseguito nel 1600/700, rischiando di perdere anche le pietre originali divelte e indispensabili per recuperare la storicità del pregiato selciato. Già molti sassi sono rotolati lungo i pendii dentro il bosco dove le piogge fanno e faranno il resto. (vedi materiale fotografico)
Ciò premesso chiediamo quindi all’Amministrazione, sicuri della loro sensibilità verso quest’opera,
– un veloce sopralluogo lungo tutto il tracciato, per costatare quanto qui denunciato e documentato
-Un intervento conservativo urgente con le modalità indicate dagli Enti preposti e coinvolti ai quali si invia la presente per doverosa conoscenza
-Il posizionamento di cartellonistica che in modo chiaro e inequivocabile vieti l’uso a biciclette e moto
– Sollecitare se è il caso Il contenimento del verde da parte dei privati che abitano lungo la Mulattiera e che spesso invadendola, la restringe e danneggia
– verificare e segnalare ai privati le recinzioni che inglobano parti del manufatto che per la sua storicità è di per sé prova di pregiato bene a servizio pubblico
– Un maggior presidio del territorio per sanzionare i trasgressori
– Redigere un progetto che sia atto al reperimento dei fondi necessari anche attraverso una particolare attenzione ai bandi a fondo perduto Europei, di Fondazioni e/o Enti.
– La presa di coscienza dell’alto valore di questa Mulattiera attraverso atti concreti e costanti e o eventi didattici, che contribuirebbero a coinvolgere non solo chi già la percorre e la ama, ma anche chi non la conosce, aumentando di fatto il monitoraggio dell’opera e le segnalazioni di abusi o eventuali successivi necessari interventi. Interventi che se eseguiti in modo repentino non solo avranno un minor costo, ma una migliore e adeguata conservazione dell’opera.
Ringraziando, Il Circolo della Pulce resta a disposizione per ogni integrazione sia di materiale fotografico che di filmati.
Rapallo 13 maggio 2023
Il Circolo della Pulce con decisione Assembleare e delibera del 28.04.23
Ilaria Pastorino
Presidente pro tempore
Seguono in allegato tre pagine con alcune immagini fotografiche e il provvedimento di Vincolo Ministeriale con relativo tracciato soggetto a tale vincolo.

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