25 aprile 2026 per la “Pulce”
25.04.26 a mio padre Teresio Molinaris nome di battaglia “Stambecco”.
Questo 25 Aprile, davanti alle guerre che tornano a ferire il mondo, voglio dare voce ancora una volta, a mio padre, partigiano — nome di battaglia “Stambecco” — che, tenendomi seduta sulle sue gambe inerti, squarciate da un mitra fascista, mi ha insegnato cosa significano davvero Resistenza e Libertà.
Non sono cresciuta con le favole di Cappuccetto Rosso o Biancaneve: sono cresciuta ascoltando racconti veri.
Racconti di ragazzi che passavano le notti a strisciare nel silenzio, per sminare un ponte armato dai fascisti, per salvare vite, per accendere le coscienze. Di ragazze che, nel buio, rischiavano la vita per portare messaggi di imboscate fasciste ai partigiani. Di madri che non avevano più lacrime, stringendo i figli morti. Mio padre volle che io sapessi una cosa:
tra i partigiani c’erano comunisti, socialisti, monarchici, liberali, cattolici e atei… Uomini e donne diversi, uniti da un’unica scelta: la libertà.
Quindi il 25 Aprile è la festa di tutti. Sì di tutti coloro che non solo credono nella libertà, nella democrazia, nell’uguaglianza, ma che rifiutano ogni forma di dittatura. Di chi non ha paura di pronunciare quella parola: antifascismo.
Noi siamo liberi, grazie a quel sangue che é diventato l’inchiostro con cui abbiamo scritto la nostra Costituzione. Ma la libertà non si eredita e basta. Non è gratuita, non è dovuta, non è scontata: va difesa ogni giorno. Ricordare è non permettere all’abitudine — diventata indifferenza — di vincere. È impedire che certi rigurgiti tornino a farsi strada. Ricordare è resistere, oggi più che mai.
Buon 25 Aprile.! (grazie Papà)
Nadia Amalia Molinaris







I commenti sono chiusi