si è “sputato in faccia” alla memoria e alla Storia

La cancellazione dei simboli storici, culturali e delle tradizioni sembra ormai un’ombra nera che entra senza bussare e cancella tutto in nome di un progresso “funzionale” che progresso non è.
Eppure, in quest’area oggi così ingrigita e modificata batte uno dei cuori più antichi di Rapallo. Vale la pena ricordarlo, per chi non lo sa o non lo ricorda più.
– Dal lato dell’attuale Hotel Europa, già dal XIII secolo sorgeva l’Ospedale degli Infermi di San Cristoforo, documenti del Cinquecento ne attestano l’attività e poi nel Seicento, strettamente legato al Convento di San Francesco, fulcro culturale e spirituale della città, di cui restano ancora tracce murarie.
Sulla facciata dell’edificio, targhe marmoree tuttora presenti ricordano la storia del luogo, tra cui il passaggio di Giuseppe Mazzini, qui rifugiatosi nell’agosto del 1870.
– Di fronte si apre Piazza Garibaldi, ingresso orientale dello splendido Centro Storico, dove i portici medievali sono vere pagine di pietra che raccontano secoli di vita quotidiana, commercio e relazioni.
– In mezzo scorreva il torrente San Francesco, luogo di lavoro delle lavandaie, spazio di fatica, comunità e memoria condivisa.
Qui non solo è stato cancellato il significato della Fontana del Polpo e il suo valore simbolico, di cui ho già parlato, ma si è “sputato in faccia” alla memoria dell’intera area e dei suoi antichi palazzi.
Oggi si è posizionato lo scarico merci davanti a Piazza Garibaldi coi furgoni che coprono lo scorcio del centro storico; al posto della fontana, una rotatoria che parla solo di traffico, come tante se ne vedono agli svincoli delle grandi città e dove non bastano una ventina di ciclamini a trasformarla in un’opera di architettura, né la scelta di arredi urbani, estranei alla storia del luogo.
Quando si commissiona un progetto a un architetto, il committente ha il dovere di informarlo sulla storia e sulla valenza del luogo su cui si interviene e il progetto, soprattutto quando è pubblico, deve rispettare funzione, forma, memoria e tradizione. Migliorare sì, modernizzare anche, ma con rispetto.
Tradizione significa consegnare e trasmettere identità (tradere). Ma da tradere nasce anche un’altra parola: tradimento.
E qui, il tradimento della storia purtroppo si legge tutto:
– uno scarico merci davanti ai portici medievali
– e una rotatoria che parla solo di traffico, mentre persino i lampioni, con la loro inclinazione, sembrano perplessi di essere lì.
Nadia Amalia Molinaris
e il Direttivo del Circolo della Pulce




I commenti sono chiusi